Mi chiama una Zia preoccupata dalla salute della nipote diciottenne: M. ha dolori e lo stomaco “bloccato”, emicranie, fatica a riposare. Ha fatto tutte le analisi cliniche, ma non sono stati evidenziate anomalie fisiologiche o di funzionamento di alcun organo. Il medico di base avrebbe prescritto ad M. degli ansiolitici, ma la Zia, preoccupata dai molti effetti avversi, vorrebbe provarne un’altra prima di arrendersi.
Conosco quindi M. di persona, che non conosceva lo Shiatsu e, dopo una chiacchierata introduttiva, passo a farmi raccontare da Lei le sue personali sensazioni. Lo stomaco le sembra “sotto pressione” quando deve mangiare, ha forti mal di testa, le sembra di avere sempre le spalle cariche, come se trasportasse dei pesi. Mi racconta anche di una separazione recente dei suoi genitori, vissuta più come una pacifica fine dei litigi quotidiani, usa parole del tipo “li preferisco in due case diverse ma col sorriso, che sentirli urlare ogni volta che sono nella stessa stanza”. Ammiro che stia razionalizzando l’esperienza che sta vivendo e cerchi di trovare il lato migliore. Lo sguardo tradisce, però, un dolore importante per la sua famiglia che, in qualche modo, comunque si è spaccata…
Trovo interessante che in una diciottenne sia assolutamente naturale associare la descrizione dei sintomi fisici alle esperienze che sta vivendo intorno a sé, in molti anni di pratica è piuttosto raro che un adulto lo faccia spontaneamente…
Ad una prima valutazione, il diaframma si presenta assolutamente bloccato, uno stato di protezione, ma anche di resistenza all’accoglienza. Considerando comunque si tratti di una prima esperienza di una disciplina nuova in presenza di un estraneo, M. fa di tutto per cercare di rilassarsi e lasciarsi trattare. Trovo anche una notevole sensibilità a prendere consapevolezza del proprio respiro, alcuni semplici esercizi sorprendono anche lei per l’efficacia dei differenti tipi di respirazione, e quanto ci si possa rilassare ascoltando il diaframma con maggiore attenzione.
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Ad una prima restituzione il sonno sembra maggiormente ristoratore, M. inoltre descrive “come se ieri avessi fatto un allenamento molto inteso di uno sport nuovo… sono indolenzita ovunque!” , segno che un po’ di blocchi si sono spostati ed il corpo sta reagendo agli stimoli.
Proseguiamo quindi il nostro percorso.
[a breve gli aggiornamenti]
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