CHI SONO

Suono la chitarra fin dalle scuole medie. Prima della maggiore età ho iniziato a suonare nei locali con una band che mi ha dato molte soddisfazioni ed esperienze costruttive. Dopo quella ce ne sono state molte altre, molti palchi, dal piccolo locale al grande concerto e moltissimi musicisti con cui condividere note ed armonie.

Di base, io amo la chitarra.

Amo immergermi nella musica, in generale, ma trovo nella chitarra lo strumento che più mi ammalia e mi offre gli spunti per approfondire, l’approccio che mi stimola, la ricchezza di “colori” che mi permette.

Parallelamente al palco, insegno. Mi è sempre piaciuto condividere quel che ho imparato e vedere crescere tutti i musicisti che in qualche modo mi hanno chiesto, e mi chiedono, di dar loro qualche indicazione. Dalle lezioni private individuali o di gruppo, singoli incontri o percorsi, anche lunghi, seminari, approfondimenti, laboratori. Ho già detto che mi pace condividere, no?

Da qualche anno a questa parte rilevo molto cambiata la fruizione della musica, ed il rapporto che le nuove generazioni hanno instaurato. Trovo molto cambiato anche il rapporto con gli strumenti musicali, per tutti coloro che decidono di provare a mettersi dalla parte di chi la fa, e non solo l’ascolta. Non giudico nessuno, ma vedo delle importanti differenze rispetto al passato e ritengo che potrebbe essere utile adeguare la proposta che posso fare.

Su varie piattaforme online sono disponibili tantissime lezioni, tutorial, suggerimenti e “magici trucchi” disponibili quasi interamente gratis per chiunque… credo che ogni aspirante musicista potrebbe seriamente imparare a suonare la chitarra seguendo semplicemente quanto disponibile online. Personalmente ho acquistato anch’io qualche corso online e seguo, anche sui social network, musicisti che condividono i loro contenuti, trovando spesso chiarimenti e ispirazione.

Hai voglia di imparare una canzone? Oggi ci sono tutorial passo-passo che insegnano a suonare tutti i brani più famosi e le hit del momento! O magari le “chord chart”, la sequenza degli accordi del brano, le TAB, e quant’altro potrebbe essere di supporto per imparare il brano. Basi (backing tracks) con tutti gli strumenti, tranne la chitarra, su cui esercitarsi, ecc. Infinite lezioni che insegnano tricks, fraseggi. tecniche avanzate. Qualunque cosa.

Quale potrebbe essere quindi il mio ruolo, oggi, nell’insegnamento?

Cosa manca a questi corsi già così densi di contenuti?

Intanto credo che mettere in fila le lezioni on line non sia affatto banale. Capire, intendo, da quale partire e quali seguire poi. La mancanza di esperienza può facilmente trarre in inganno: ci sono molti percorsi generalisti, proposti come “la migliore soluzione possibile”, ma ogni persona è diversa, e credo che proporre i passi in maniera personalizzata adattandoli a ciascun musicista sia la peculiarità di una guida. Alla fine credo che l’aspetto più importante sia proprio la valutazione che la guida può fare della persona e del musicista che ha davanti a lezione. Non parlo di giudizio, intendo riuscire a capire di cosa l’allievo può aver bisogno ed essere in grado di orientare il suo personale percorso di crescita, non necessariamente sostituendosi, ma integrando l’enorme offerta disponibile.

Non proporrò molte canzoni, non credo abbia più molto senso farlo, esiste tutto il materiale utile per moltissimi brani gratuitamente online, basta cercare, e non credo che ne insegnerò, ma suggerirò titoli ed autori, magari le versioni di riferimento, da sviluppare per la lezione successiva, e lascerò che ciascuno faccia il proprio percorso. Non intendo dire che non sia utile imparare brani, anzi credo che più se ne studino più si possa acquisire informazioni ed esperienza, credo relativamente nello scegliere io i brani da studiare. Ognuno di noi viene suggestionato da quel che ascolta, ma difficilmente un brano suggestiona più persone allo stesso modo. Per suggestione intendo quella voglia profonda di trovare il tempo e l’energia per imparare novità sulla chitarra, passare ore a “faticare”, esercitarsi, fallire e ritentare fino alla riuscita. Ecco che quel brano che ha spinto me ad andare oltre l’ascolto ed impararlo sulla chitarra, potrebbe benissimo non avere lo stesso effetto su altri musicisti, che possono conoscerlo, ma non sentirsi stimolati allo stesso modo. Ecco che farsi raccontare da ciascun musicista cosa l’abbia ammaliato al punto da voler prendere in mano la chitarra è un ottimo indice di cosa può spingere maggiormente nei momenti “di crisi”. Sì, certo, quando la fatica supera la soddisfazione serve disciplina, e non è detto che tutti siamo disciplinati allo stesso modo, la crisi prima o poi arriva a tutti, credo sia umano, ma ci si può lavorare. Su questo perno posso far scegliere agli allievi la musica, ed indirizzarli ai modi per avvicinarvisi, poi la guarderemo insieme, e potrò aiutarli a capire, a migliorare, a non fare troppa fatica inutile, a collegare le impressioni, ad unire i puntini in una visione della musica e della chitarra e della musica più completa ed organica.

Proporrò lezioni di gruppo: preferendoli piccoli, massimo 4 o 5 persone, perché credo che si passi già troppo tempo da soli davanti ad uno schermo, mentre ritengo utile e stimolante il confronto costruttivo con altri appassionati che condividano il nostro stesso percorso.

La musica è un linguaggio. Suonare uno strumento è come parlare una lingua straniera, si chiama armonia ed ha le sue regole, le sue eccezioni, ma va parlata, usata, da soli si fa poco, in compagnia è più divertente e stimolante. Quel che è chiaro ad uno può non esserlo per un altro. Quel che è facile per uno può non esserlo per un altro, ma insieme ci si può provare una volta in più. Col sorriso, con la voglia di capire e di crescere.

E poi ci sono le emozioni. La musica veicola emozioni. Chi non ha mai provato la “pelle d’oca” ascoltando un brano, forse non ha ancora trovato la musica giusta… Analizzare quale musica ci fa emozionare rende il viaggio più ricco e denso. Imparare nel profondo quelle sequenze armoniche e quelle melodie che ci rapiscono, sono un ottimo strumento per conoscerci un po’ di più.

Da anni mi occupo anche di discipline bionaturali. Le molteplici interazioni che il nostro corpo ha con l’ambiente e le situazioni sono quotidianamente oggetto di meraviglia e di studio, ma anche di risposte e di nuove domande. Aiuto le persone a stare meglio con lo Shiatsu, la Riflessoterapia, il Feng Shui, il Reiki ed altre pratiche antiche e profonde. La musica interagisce con il nostro corpo ed il nostro cervello in maniera sorprendente: può far cambiare umore, può stimolare, può aiutare. Noi siamo vibrazione, ogni cellula vibra, ogni molecola. Le vibrazioni interagiscono: possono stimolarsi o smorzarsi, suonare all’unisono ed in accordo. Possiamo allineare il tutto e produrre note con la chitarra che possano arrivare a far star meglio chi suona e chi ascolta. Io trovo tutto questo estremamente affascinante. Ed ora, quando sento un brano che mi fa vibrare qualcosa dentro, che suona in sintonia con me, mi piace scoprire come è fatto: quali note, quale armonia lo compone. Mi piace, cioè, dare un nome a ciò che mi fa stare bene. Un nome scritto in musica. Un nome che, quindi, posso far risuonare ancora con la mia chitarra.

Ecco qui l’ultima parte della mia proposta: andiamo oltre la chitarra ed immergiamoci nella musica. Servizi di streaming più o meno gratuiti offrono cataloghi sterminati di creazioni artistiche che non hanno più alcun valore. Non che non lo meritino, ma ciascuna canzone è una goccia sperduta in un oceano, dove tutte le gocce appaiono uguali e quindi nessuna degna di nota. Si resta esterrefatti dalla quantità, ma non ci si sofferma ad apprezzare quella singola unica goccia e la sua perfezione. Sento spesso i più giovani raccontare di aver sentito una canzone “bella”, ma non sono in grado di ricordare né il titolo, né l’artista che la propone, e non la ritrovano più. O magari, pur ricordando l’artista, non approfondiscono le sue opere ascoltando altri brani, conoscendone la storia, le collaborazioni, i musicisti con cui suona… Propongo quindi dei laboratori di solo ascolto guidato di pochi, pochissimi, brani, prestando attenzione a ciascuno strumento, ciascuna nota e quindi le interazioni, le strutture, le sequenze, le emozioni che ne scaturiscono. Un po’ di storia della musica moderna, cercando di non annoiare ma finalizzata a capire meglio come siamo arrivati ad oggi, senza fini didascalici, giusto per acquisire gli strumenti per apprezzare qualcosa di più.

Non ultime: le parole. Una canzone si chiama così quando una melodia è composta di note su lettere che diventano parole, ecco che l’espressione “frase musicale” racchiude ben due linguaggi in uno: la musica ed il testo. La musica veicola le emozioni, mentre il testo trasmette un pensiero, un racconto, una descrizione. Il messaggio del testo, veicolato dalla musica, si fa strada nella nostra mente in modo dirompente, penetra in profondità, va a solleticare il subconscio, e lì si annida, per poi germogliare. Dare alle parole il giusto peso e riconoscerne la forza, specialmente in una canzone, aiuta ad apprezzarne il valore. Ci viene proposta molta musica straniera, ma senza capire il significato delle parole, fino a che punto stiamo veramente capendo il significato del messaggio che viene così veicolato?

DOVE

Gli incontri si svolgono presso Neven Records, studio di registrazione e sala prove, location dove si fa musica, si sviluppa, si registra, uno studio di registrazione ad alti livelli ed una sala attrezzata di tutto quanto possa servire ad emettere suoni articolati e ricchi di senso! Il luogo perfetto per il mio intento, grazie anche alla collaborazione di Ugo Bolzoni, il titolare, conoscenza di vecchia data e compagno di alcune scorribande sonore, ma questa è un’altra storia.

COME

Ho pensato di strutturare micro-percorsi di 3 mesi circa, 12 lezioni e (più o meno) 2 laboratori.

3 mesi vuol dire concedersi il tempo di provare ad immergerti e lasciarti risuonare, assaggiare, capire, e magari procedere. I percorsi trimestrali sono in divenire, non è possibile altrimenti, cercherò di allineare livelli di esperienza, interessi, obiettivi, quindi c’è una struttura di base, ma varierà inevitabilmente in base alle necessità.

Orientativamente i percorsi sono 4:

Quale scegliere? Mi piace pensare che una chiacchierata conoscitiva, e, a volte, una prova strumento alla mano, possano chiarire i dubbi e le necessità organizzative, quindi sentiamoci!

 

Play & Feel è un progetto di NossoLar  – Centro per la Persona –  l’Associazione di Promozione Sociale che a Rovigo, in Via Luigi Einaudi, raccoglie professionisti di benessere, crescita personale e discipline creative. Gli incontri si svolgono presso Neven Records, studio di registrazione e sala prove a brevissima distanza, a pochi passi dal centro.

Se vuoi saperne di più ti basta scrivermi ad info@nossolar.it.

 

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