Continuiamo il nostro viaggio nel piede come crocevia di discipline. Dopo aver visto come la mappa riflessa dialoghi con i Cinque Elementi, oggi guardiamo a un altro sistema che attraversa proprio questa parte del corpo: quello dei meridiani energetici, il linguaggio su cui si fonda lo Shiatsu.
Il piede come stazione di partenza e arrivo
Nella Medicina Tradizionale Cinese, il corpo è attraversato da dodici meridiani principali, ciascuno collegato a un organo o viscere, distinti in Yin e Yang. Ben sei di questi dodici meridiani nascono o terminano proprio nel piede: tre meridiani Yin (Rene, Fegato, Milza) hanno origine sull’alluce o nella pianta del piede, mentre tre meridiani Yang (Vescica, Vescica Biliare, Stomaco) vi terminano, tipicamente a livello delle dita più esterne.
È lo stesso principio che regge la circolazione energetica dell’intero corpo: i meridiani Yin salgono dai piedi verso il torace, proseguono verso le mani lungo le braccia, i meridiani Yang scendono di nuovo dalla testa fino ai piedi, chiudendo un cerchio ininterrotto. Il piede, in questo schema, non è un punto qualsiasi: è dove il cerchio si chiude e ricomincia.
Tra i punti più noti che si trovano proprio qui:
- an (Rene 1, “la Sorgente Zampillante”) — al centro della pianta, punto d’origine del meridiano del Rene. È l’unico punto di tutto il corpo a diretto contatto ideale con il suolo: da qui, secondo la MTC, si riceve energia dalla Terra e si radica la mente.
- Taichong (Fegato 3, “il Grande Assalto”) — sul dorso del piede, tra il primo e il secondo dito. Punto molto utilizzato per sciogliere il Qi di Fegato quando ristagna, spesso associato a tensione, irritabilità, rigidità.
- Kunlun (Vescica 60) — dietro la caviglia, punto terminale del meridiano della Vescica, tradizionalmente usato per tensioni lungo tutta la schiena.
Due tecniche, un solo terreno
Ecco dove Shiatsu e Riflessoterapia del Piede, pur essendo tecniche nate in contesti diversi, si incontrano concretamente. Lo Shiatsu lavora sull’intero percorso dei meridiani, con pressioni distribuite lungo tutto il corpo — dal piede alla gamba, dal tronco al braccio — seguendo il tragitto energetico che un determinato organo/viscere percorre. La Riflessoterapia del Piede, invece, concentra l’intera mappa del corpo in un’unica area: il piede stesso, letto come un microcosmo in cui ogni zona riflette un organo o una funzione, indipendentemente da dove quell’organo si trovi anatomicamente.
Sono, in un certo senso, due modi diversi di guardare la stessa energia: uno “esteso” lungo tutto il percorso del meridiano, uno “concentrato” in un’unica zona riflessa. Un operatore che conosce entrambi i linguaggi può scegliere, caso per caso, quale via percorrere — o come farle dialogare nella stessa seduta.
Un esempio pratico
Prendiamo una persona che arriva in studio con una tensione lombare cronica, di quelle che si accompagnano spesso a un senso di stanchezza di fondo e poca energia al risveglio. Letta attraverso i meridiani, questa condizione richiama facilmente la sfera Rene/Vescica (Acqua): il meridiano della Vescica attraversa infatti tutta la schiena, dalla nuca fino al tallone, e un suo squilibrio si manifesta spesso proprio come tensione lombare.
Uno Shiatsu mirato su questo meridiano — lungo la schiena, la gamba, fino al punto Kunlun alla caviglia — lavora “in estensione”, seguendo tutto il percorso energetico. Una Riflessoterapia del Piede, in parallelo, permette di intervenire “in profondità e concentrazione” sulla stessa area, lavorando sulla zona riflessa lombare e sul tallone, cuore della sfera Acqua nella mappa del piede. Le due tecniche non si sovrappongono: si completano, offrendo due porte d’accesso diverse allo stesso squilibrio.
Perché conoscere entrambe le mappe cambia la proposta terapeutica
Per chi opera con entrambe le tecniche, questo significa una cosa molto concreta: poter scegliere lo strumento più adatto a quella persona, in quel momento, invece di applicare sempre lo stesso protocollo. Alcune persone rispondono meglio a un lavoro esteso, che “percorre” tutto il corpo — è il caso, spesso, di chi ha bisogno di sentirsi accompagnato lungo tutto il proprio limite fisico. Altre trovano più efficace un lavoro concentrato, come quello della Riflessoterapia, che agisce su un’area circoscritta ma densa di informazioni — utile per chi, ad esempio, non tollera bene il contatto esteso sul corpo ma si trova a proprio agio nel lavoro sui piedi.
In entrambi i casi, il punto di partenza resta lo stesso: il piede come terminale energetico, luogo in cui il corpo racconta, a chi sa ascoltarlo, molto più di quanto ci si aspetterebbe da una semplice pianta di appoggio.
Nel prossimo e ultimo articolo di questo ciclo, porteremo il concetto di radicamento oltre il corpo: dal piede alle fondamenta della casa, con uno sguardo di Feng Shui.
Dove siamo
NossoLar si trova a Rovigo, in Via Luigi Einaudi 24, zona detta “Area Tosi”. Raggiungerci è semplice, c’è un ampio parcheggio proprio di fronte all’ingresso della struttura. A pochi passi si trovano anche le fermate dell’autobus di linea.
Prenota una sessione
Per informazioni o per prenotare il tuo primo trattamento o consulenza a Rovigo, contattaci:
📞 351 771 0088 (solo messaggi)
NOTA: le informazioni ed i contenuti di questi articoli hanno scopo puramente divulgativo ed orientativo, e sono pensati per un lettore curioso che voglia avvicinarsi a questo mondo, non certo per un tecnico avanzato in cerca di approfondimenti. Se questo fosse lo scopo della visita, si rimanda a testi e siti web di maestri certificati.
Articoli collegati:
- Il Piede crocevia del corpo: un viaggio attraverso Riflessoterapia, Medicina Tradizionale Cinese, Shiatsu e Feng Shui
- Trovare stabilità nel caos: il radicamento attraverso la Riflessoterapia del Piede
- Il piede e i Cinque Elementi
- Il piede, ponte tra Shiatsu e Riflessoterapia
- Il piede e il Feng Shui: dal radicamento del corpo al radicamento della casa