Chi si avvicina allo Shiatsu incontra presto una piccola contraddizione.
Si parla di Medicina Tradizionale Cinese, eppure i grandi maestri di Shiatsu del Novecento sono giapponesi. Qualcuno dice “Qi”, qualcun altro “Ki”, e c’è chi pensa che siano due energie diverse. Poi arrivano i 5 Tibetani, e il Tibet aggiunge un terzo nome sulla mappa.
Non c’è nessuna contraddizione: c’è una storia lunga quasi tremila anni, fatta di idee che viaggiano, cambiano lingua e si arricchiscono a ogni passaggio. Proviamo a metterla in ordine.
Un ideogramma, tre pronunce
Partiamo dalla domanda più frequente: Qi e Ki sono la stessa cosa? Sì. Sono la stessa parola, scritta con lo stesso ideogramma e pronunciata in due lingue diverse.
- 氣 è la forma tradizionale. In cinese si pronuncia qì; nella Cina continentale oggi si scrive in forma semplificata, 气.
- 気 è la forma giapponese moderna, adottata con la riforma della scrittura del dopoguerra. Si pronuncia ki.
- In coreano la stessa parola si pronuncia gi.
L’ideogramma tradizionale racconta da solo il suo significato: in alto c’è il vapore che sale (气), in basso il riso (米). È l’immagine del vapore che si alza dal riso mentre cuoce: qualcosa di invisibile, in movimento, che nasce dal nutrimento e lo trasforma. Il Giappone ha semplificato la parte inferiore, ma il concetto è rimasto identico. Chi dice Ki e chi dice Qi parla della stessa cosa.
La radice: la Cina e il pensiero taoista

Tutto comincia in Cina, in un arco di tempo lungo quasi un millennio. Le radici più antiche affondano nell’I Ching, il Libro dei Mutamenti, il cui nucleo risale all’incirca al IX-VIII secolo a.C. Tra il VI e il III secolo a.C. fiorisce il pensiero taoista: la tradizione colloca Laozi, a cui si attribuisce il Tao Te Ching, nel VI secolo a.C., anche se il testo come lo conosciamo ha preso forma probabilmente tra il IV e il III secolo a.C. Negli stessi secoli si sistematizzano le teorie dello Yin e dello Yang e dei Cinque Movimenti (Wu Xing). È questa la cornice in cui nasce la medicina cinese, i cui testi fondanti sono raccolti nello Huangdi Neijing, il “Classico Interno dell’Imperatore Giallo”, con le due parti del Su Wen e del Ling Shu. La sua redazione risale all’epoca Han (206 a.C. – 220 d.C.), in particolare tra il II e il I secolo a.C.
Il ponte coreano e l’arrivo in Giappone
Il sapere medico cinese non arriva in Giappone direttamente. Per secoli il passaggio avviene soprattutto attraverso la penisola coreana. Una data simbolica è il 562, quando Zhi Cong, un dotto della Cina meridionale giunto attraverso la Corea, porta in Giappone testi di farmacologia e tavole anatomiche con la posizione dei punti di agopuntura.

Nei secoli successivi i contatti diventano diretti: le ambasciate giapponesi presso le dinastie Sui e Tang riportano in patria i grandi testi medici cinesi. Nel 701 il codice Taihō, la grande riforma legislativa del Giappone antico, organizza un sistema medico ufficiale in cui si studiano proprio i classici cinesi, compresi quelli di agopuntura e moxibustione.
Anche le parole viaggiano: gli stessi caratteri 按摩, che in Cina si leggono ànmó, in Giappone si leggono anma. È lo stesso massaggio, con un nuovo accento.
Il Giappone rielabora: dall’anma allo Shiatsu
Il Giappone non si limita a copiare. Nel corso dei secoli adatta il sapere cinese alla propria sensibilità, privilegiando la semplicità, il contatto diretto e l’osservazione attraverso il tatto. Nel periodo Edo (1603-1868) l’anma diventa una professione diffusa, esercitata in gran parte da persone non vedenti, per le quali la mano era il principale strumento di conoscenza del corpo. In quello stesso periodo nasce anche il termine Kampo, “metodo degli Han”, per indicare la medicina di origine cinese praticata in Giappone.

All’inizio del Novecento questa tradizione prende una forma nuova, che riunisce il massaggio anma, le tecniche di pressione e le conoscenze di anatomia e fisiologia moderne. Nasce lo Shiatsu (指圧), letteralmente “pressione delle dita”.
- 1919: Tamai Tempaku pubblica Shiatsu Ho, “il metodo della pressione delle dita”, uno dei primi testi a usare questo nome.
- 1925: Tokujiro Namikoshi apre in Hokkaido il suo primo istituto. Negli anni Quaranta fonda a Tokyo la scuola che diventerà la Japan Shiatsu School, riconosciuta ufficialmente nel 1957.
- 1955 e 1964: lo Stato giapponese riconosce lo Shiatsu, prima all’interno dell’anma e poi, nel 1964, come disciplina autonoma.
- Shizuto Masunaga (1925-1981), allievo di Namikoshi e figlio di una famiglia di operatori, compie il passo che ci riguarda più da vicino: riporta lo Shiatsu alle sue radici, integrandolo con la teoria dei meridiani e con la filosofia della Medicina Tradizionale Cinese. Il suo approccio, lo Zen Shiatsu, insegnato nella scuola Iokai di Tokyo, è tra i più diffusi al mondo.
Qui si chiude il cerchio: una tecnica giapponese ritrova consapevolmente la propria radice cinese. Per questo, ancora oggi, chi pratica Shiatsu parla di Qi, di meridiani e di Cinque Movimenti.
Dal Giappone al mondo

Nella seconda metà del Novecento lo Shiatsu esce dal Giappone. Nel 1977 il libro di Masunaga, tradotto in inglese da Wataru Ohashi con il titolo Zen Shiatsu, viene pubblicato in Nord America e in Europa e diventa un testo di riferimento per un’intera generazione di operatori. Nascono scuole negli Stati Uniti e in molti Paesi europei, e alcuni maestri giapponesi si stabiliscono in Europa, compresa l’Italia, dove oggi lo Shiatsu è una disciplina riconosciuta come professione non organizzata in ordini, ai sensi della Legge 4/2013.
È per questo che il Giappone è stato, nel secolo scorso, la piattaforma da cui lo Shiatsu si è diffuso nel mondo: la radice è cinese, la forma moderna e la sua diffusione sono giapponesi.
E il Tibet?
Il Tibet è spesso accostato a questo universo, ma ha una storia propria che vale la pena distinguere. La sua tradizione spirituale è buddhista, con il contributo dell’antica religione Bön, mentre il Taoismo resta un patrimonio specificamente cinese. Anche la medicina tibetana, chiamata Sowa Rigpa, ha una fisionomia propria: si è formata intorno al XII secolo con il testo dei Quattro Tantra, attingendo sia alla tradizione indiana, sia a quella cinese.
Il Tibet è quindi un crocevia tra il mondo indiano e quello cinese, più che una derivazione dell’uno o dell’altro. Il Taoismo, a sua volta, ha raggiunto il Giappone soprattutto attraverso altre strade: il pensiero dello Yin e dello Yang e dei Cinque Movimenti, e il buddhismo Chan cinese, che in Giappone è diventato lo Zen e porta con sé molte affinità con la visione taoista.
I 5 Tibetani, che pratichiamo in gruppo presso NossoLar, sono arrivati in Occidente nel 1939 con il libro The Eye of Revelation di Peter Kelder, che li presentava come esercizi custoditi in un monastero tibetano. Da allora sono diventati una pratica a sé, diffusa in tutto il mondo e apprezzata per la sua semplicità: cinque movimenti, ripetuti con regolarità, che uniscono corpo e respiro.
Una mappa per orientarsi
| Area | Radici filosofiche | Parole chiave | Pratiche che incontri a NossoLar
|
|---|---|---|---|
| Cina | Taoismo, Yin e Yang, Cinque Movimenti, I Ching | Qi, meridiani, Huangdi Neijing | la lettura della Medicina Tradizionale Cinese, il Feng Shui |
| Corea | ponte culturale tra Cina e Giappone | Gi | – |
| Giappone | sapere cinese rielaborato, buddhismo Zen | Ki, anma, Hara, Shiatsu | lo Shiatsu |
| Tibet | buddhismo e Bön, influenze indiane e cinesi | Sowa Rigpa | i 5 Tibetani |
Perché tutto questo conta in una seduta
Quando ricevi uno Shiatsu a NossoLar, stai incontrando questa storia per intero. Il gesto, la pressione del palmo e del pollice, l’attenzione all’Hara sono giapponesi. La lettura del corpo attraverso i meridiani, gli organi e i Cinque Movimenti è cinese, ed è la ragione per cui parliamo di Medicina Tradizionale Cinese anche quando la tecnica è nata in Giappone.
Due nomi per la stessa energia, due Paesi per la stessa tradizione. Conoscerne la storia non cambia ciò che si sente sul futon, ma aiuta a capire che cosa sta accadendo e da dove viene.
Dove siamo
NossoLar si trova a Rovigo, in Via Luigi Einaudi 24, nella zona detta “Area Tosi”. Raggiungerci è semplice: c’è un ampio parcheggio proprio di fronte all’ingresso e a pochi passi si trovano le fermate dell’autobus di linea.
Prenota una sessione
Per informazioni sullo Shiatsu, sul gruppo dei 5 Tibetani o per prenotare il tuo primo trattamento a Rovigo, contattaci: Telefono: 351 771 0088 (anche WhatsApp) · Email: info@nossolar.it
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NOTA: le informazioni ed i contenuti di questi articoli hanno scopo puramente divulgativo ed orientativo, e sono pensati per un lettore curioso che voglia avvicinarsi a questo mondo, non certo per un tecnico avanzato in cerca di approfondimenti. Se questo fosse lo scopo della visita, si rimanda a testi e siti web di maestri certificati.